Amsterdam: non solo canali

DESIGN? NO…ECO HOME DESIGN!
3 Ottobre 2017

Amsterdam: non solo canali

La città olandese, per antonomasia sede della più grande collezione artistica di Van Gogh, nasconde in realtà molte altre attrattive per chi ama l’architettura contemporanea e non.

Partiamo da quella più nota: i canali.

Ben cento kilometri di lunghezza, intersecati da novanta isole e millecinquecento ponti, furono progettati ed edificati a partire dal XVII secolo; quattro sono i principali canali, concentrici tra loro, che evidenziano come la città, in seguito ad un flusso immigratorio sempre più importante, si espande fino alle dimensioni attuali.

In realtà, percorrendoli a bordo di uno dei molti mezzi acquatici presenti, si possono scoprire circa 1550 edifici monumentali, risalenti tra il XVI e il XVII secolo, chiamato per l’appunto “il secolo d’oro”, decenni che videro Amsterdam come uno dei più grandi ed importanti centri rinascimentali europei.

Ma si sa, noi italiani vogliamo lasciare il segno dove possibile, e lo ha fatto in modo estremamente ambizioso Renzo Piano progettando il Nemo, ospitante ad oggi il più grande centro scientifico dei Paesi Bassi.

Qui è permesso toccare e manipolare tutto, e tutto si può apprendere: dalla chimica alla biologia, dallo studio della luce e del colore all’elettricità e al magnetismo.

Sono cinque i piani di cui è costituito questo spazio, ma ciò che sorprende immediatamente è l’architettura stessa del NEMO.

La struttura di questo museo infatti, è una prua di una nave di colore verde che emerge dalle acque ancorata in uno dei canali

L’edificio dispone inoltre di una terrazza che può considerarsi una vera e propria piazza dalla quale si può ammirare una vista spettacolare della città e si può pranzare all’interno del ristorante lì presente.

Amsterdam però non è solo questo: certo grande importanza hanno i vari musei, la casa di Anna Frank, il mercato dei fiori (credetemi nulla è più bello di una architettura floreale tra le varie bancherelle), ma molto altro si nasconde in questa città.

Piccoli vicoli che portano ad incantevoli giardini (sembrava di esser dentro una cartolina), sottopassi magistralmente dipinti, grattacieli che contrastano apertamente con l’altezza delle abitazioni del centro città (non più di quattro piani, di quelle con il tetto a punta e il portone di legno, degne di una favola dei fratelli Grimm)

In realtà “la fotografia mentale” che più mi è rimasta nel cuore è la quantità di biciclette presenti fuori dalle stazioni o vicino ai canali: decine e decine di chili di ferraglia perfettamente incastrati una accanto all’altro, un puzzle che non può non colpire chi è abituato ai parcheggi dei centri commerciali intasati da autovetture.

  

Unico consiglio: copritevi!

Il dio Eolo non è per nulla clemente verso i numerosi turisti che visitano le bellezze amsterdamiane: parola di freddolosa!

 

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